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Ecco la notizia che tutti gli Ultras d’Italia aspettavano: stop all’obbligo di tessera del tifoso!

Tutto nasce da un recente Studio del Viminale secondo il quale, dati alla mano, solamente 302 gare di calcio professionistico della passata stagione, su oltre 2.000 incontri, sarebbero state considerate “a rischio” (dati peraltro in linea con quelli delle stagioni sportive precedenti).

Inoltre, sempre stando ai dati forniti, il Protocollo d’Intesa del 2011 istitutivo della tessera del tifoso avrebbe contribuito sensibilmente al drastico calo degli spettatori per ogni singolo evento sportivo (unitamente alle note problematiche sul mancato ammodernamento degli impianti, messa in sicurezza, ecc..).

Pertanto, anche in considerazione che lo scopo che il Viminale si è prefisso è quello di dare risalto e favorire la “dimensione sociale del calcio, di favorire il ritorno delle famiglie allo stadio, il contenimento dei costi sociali, il conseguimento di una sostenibilità economica – gestionale del sistema”, è delle ultime ore la notizia che il Ministro dell’Interno ha incaricato il Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, di concerto con la Figc, di verificare se sussistano le condizioni per abolire “l’odiata” tessera del tifoso (e visti i dati forniti, non v’è da dubitare che esistano tutte le condizioni!) per far si che, in particolare il Calcio, torni ad essere Amore, Calore, Divertimento, Evasione e Partecipazione.


Si segnala come siano in agenda una serie di incontri per la stesura e la sottoscrizione del nuovo Protocollo d’Intesa che porterà all’eliminazione della tessera del tifoso.

Tutto ciò sarà possibile attraverso un rinnovamento e una diversa regolamentazione del sistema di vendita biglietti e di responsabilizzazione delle società sportive, che verranno dotate di nuovi strumenti per gestire al meglio la pubblica sicurezza dentro i singoli impianti di gioco.


Resteranno in ogni caso i poteri in capo all’Osservatorio di poter disporre limitazioni e specifiche cautele per singoli eventi sportivi, ove ritenuti a rischio.

Da ultimo, la nota dolente riguarda la tempistica della riforma: 3 anni!

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