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Sgravi contributivi per i datori che conciliano vita professionale e privata dei  propri dipendenti. Sep 25, 2017

Sgravi contributivi per i datori che conciliano vita professionale e privata dei propri dipendenti.

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È stato firmato il 12 Settembre u.s. il Decreto Interministeriale - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Ministero dell’Economia e delle Finanze – che regolamenta il riconoscimento di importanti sgravi contributivi ai datori di lavoro (esclusivamente privati, no pubbliche amministrazioni) che prevedano, nei contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra la vita professionale e la vita privata dei propri dipendenti.

Si tratta di una misura sperimentale in vigore per il biennio 2017-2018.

Più precisamente, per ottenere tali benefici, il contratto collettivo aziendale, sottoscritto e depositato in via telematica presso la ITL, deve prevedere misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata innovative rispetto a quelle già disciplinate dai contratti collettivi nazionali di riferimento ovvero integrare e/o migliorare quelle misure già previste in precedenti contratti aziendali.

Ecco alcune delle misure di conciliazione ipotizzate del decreto in parola: dall’asilo nido aziendale all’estensione temporale del congedo di paternità e/o parentale, dalla flessibilità oraria fino alla cessione solidale (tra colleghi) dei permessi, nonché percorsi formativi per favorire il rientro dal congedo di maternità e convenzioni per l’erogazione di servizi direttamente in azienda.

Il contratto collettivo aziendale dovrà prevedere almeno due misure conciliative, nonché riguardare per la misura adottata almeno il 70 % dei lavoratori occupati nell’anno solare precedente quello di presentazione della domanda.

La procedura per richiedere l’agevolazione si avvia presentando una domanda telematica all’INPS.

La domanda va presentata entro il 15 novembre 2017 per i contratti depositati entro il 31 ottobre 2017, ed entro il 15 settembre 2018 per i contratti depositati entro il 31 agosto 2018.

Lo sgravio, se riconosciuto dall’INPS, non potrà comunque superare il 5% dell’imponibile contributivo dichiarato dal datore di lavoro privato nell’anno precedente la richiesta del beneficio stesso.

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