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Percepisci l’assegno di disoccupazione e al contempo lavori “in nero”? Sei perseguibile per truffa aggravata. Sep 07, 2017

Percepisci l’assegno di disoccupazione e al contempo lavori “in nero”? Sei perseguibile per truffa aggravata.

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Il presupposto per ottenere dall’INPS l’erogazione dell’assegno di disoccupazione è che il lavoratore che sia stato licenziato (anche se per giusta causa), ovvero che si sia dovuto dimettere (ma solo per giusta causa) versi, appunto, in stato di disoccupazione involontaria.

Chiaramente, lo stato di disoccupazione dovrà continuare a sussistere per tutta la durata della prestazione erogata.

Pertanto, qualora il percettore della indennità di disoccupazione venga impiegato presso una nuova azienda, dovrà darne tempestiva comunicazione ai Competenti Uffici dell’Inps affinché interrompano l’erogazione della detta prestazione.

Vediamo adesso, in concreto, la specifica dei rischi che corre un soggetto laddove venga trovato sul posto di lavoro nel corso di un’ispezione dell’azienda, o a seguito di segnalazioni pervenute all’Ispettorato del Lavoro, nell’arco temporale in cui percepisce la c.d. “disoccupazione”.

In particolare:

  1. Chi presta lavoro “in nero” alle dipendenze di un’azienda e al contempo presenta domanda all’Inps per ottenere il riconoscimento della disoccupazione, commette il reato di “falsità ideologica del privato in atto pubblico”, punibile a norma dell’art.  483 c.p. con la reclusione fino a due anni.
  2. Chi, poi, indebitamente percepisce l’assegno di disoccupazione, continuando a svolgere attività lavorativa alle dipendenze di un altro datore, è perseguibile ex art. 316 ter c.p. per “indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato”, salvo che il fatto (per le modalità in cui si è estrinsecato) costituisca il ben più grave reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” punito a norma dell’art. 640 bis c.p. con la reclusione da uno a sei anni.
  3. Si aggiunge, infine, la condanna a restituire tutte le somme illegittimamente percepite dall’Inps.

Ed allora, a fronte di Controlli Ispettivi, non è solamente l’azienda a rischiare salate sanzioni per aver impiegato un lavoratore senza regolarizzarlo ma, come stabilito dalla citata normativa così come recepita anche dalla Giurisprudenza di merito, anche il “lavoratore-disoccupato” rischia ben gravi sanzioni a fronte di tali deplorevoli condotte.

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