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Ho lasciato un commento su Facebook: rischio di essere denunciato? Aug 12, 2017

Ho lasciato un commento su Facebook: rischio di essere denunciato?

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Chi ai giorni nostri non possiede un proprio profilo su facebook? O un account twitter? O Instagram?

L’utilizzo del social network da anni ormai ha preso prepotentemente piede nelle nostre vite e nella nostra quotidianità, a prescindere se siamo giovani o vecchi, lavoratori o inoccupati, studenti o professionisti, uomini o donne.

E sempre nuove problematiche giuridiche, giorno per giorno, nascono e si scoprono attorno all’utilizzo di questi strumenti di comunicazione.

In questo articolo vogliamo fare chiarezza e rispondere alle molteplici domande che ci vengono rivolte su che utilizzo è possibile fare dei social network senza incappare in reati e, comunque, su quale sarebbe il limite all’utilizzo degli stessi senza per ciò stesso rischiare di ricevere una denuncia per diffamazione.

La problematica, infatti, si pone in particolare per l’utilizzo di talune espressioni, certamente poco “oxfordiane”, divenute ormai di uso comune e quindi erroneamente valutabili “non offensive” o “goliardiche” dall’utente che, dunque, ne fa abbondante utilizzo in special modo nei commenti alle altrui pubblicazioni.

Per spiegare tutti i rischi, ci viene dunque di aiuto la recente pronuncia della S.C. (sentenza 2723/2017) che torna nuovamente a trattare della problematica della diffamazione attraverso i social network.

La Corte di Cassazione ben esplicita come il social network, nel caso di specie Facebook, sia potenzialmente in grado di raggiungere un elevatissimo ed indefinito numero di persone e, pertanto, ben può divenire strumento di commissione di reato, tra cui quello di diffamazione aggravata.

In sostanza, ogni utilizzo improprio del social network che si concretizzi nel lasciare commenti “poco carini”, è suscettibile di condanna per diffamazione.

Affinché la risposta ai quesiti iniziali sia ancora più chiara ed esaustiva e non lasci adito a dubbi, si segnala come la sentenza in oggetto abbia condannato l’utente di facebook per aver appellato la vittima “cornuta”.

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