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Il datore di lavoro puó controllare i propri dipendenti tramite un investigatore privato? Jul 31, 2017

Il datore di lavoro puó controllare i propri dipendenti tramite un investigatore privato?

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, purché entro certi limiti.

Negli ultimi anni si è venuto formando un costante orientamento giurisprudenziale sulla liceità delle investigazioni private.

Tali pronunce nascono dai fenomeni – molto frequenti, per come li apprendiamo dai media – di lavoratori che assumono condotte “furbette” in danno all’interesse economico/patrimoniale del datore o anche dello Stato.

Il nodo della questione è la contrapposizione tra il diritto alla libertà personale e alla privacy, da una parte, e il diritto di controllo dei propri dipendenti insito nel potere di chi possiede e gestisce una azienda, dall’altra.  

Le ultime sentenze in materia, quindi hanno rafforzato l’orientamento giuridico, divenuto ormai prevalente, secondo cui è lecito per un datore di lavoro controllare i propri dipendenti, anche mediante l’ausilio di un esperto del settore (investigatore privato), alla presenza di specifiche condizioni.

Lungi, dunque, dall’aver liberalizzato l’utilizzo degli strumenti investigativi in oggetto, è ormai principio di giurisprudenza acquisito la possibilità di avvalersi degli stessi ove vi sia, nella parte datoriale, il fondato sospetto dell’eventuale commissione di illeciti da parte del proprio dipendente.

In una ipotesi come quella appena descritta, addirittura è consentito al datore di lavoro, di incaricare un’agenzia investigativa privata per verificare, anche fuori dai locali aziendali, se ad esempio il dipendente assente dal lavoro con permesso ex Legge 104/1992 stia usufruendo legittimamente di tali permessi, o anche se il lavoratore assente per malattia stia tenendo un comportamento compatibile con il suo stato di salute; o ancora, di verificare il comportamento del prestatore, all’interno dei locali aziendali e mediante l’utilizzo di telecamere, laddove ad esempio abbia notato ammanchi di cassa e/o furti.

Quasi sicuramente un accertamento positivo in tal senso comporterà il licenziamento ad nutum del dipendente.

E’ tuttavia bene specificare come, per quanto attiene ai controlli all’interno dei locali aziendali, gli stessi non possano essere in alcun modo disposti per valutare la normale e quotidiana attività lavorativa e le modalità in cui la stessa viene esplicata, non essendo ammessi per scopi puramente valutativi dell’espletamento delle mansioni, come, appunto, vietato dalla normativa dettata dallo Statuto dei Lavoratori e s.m.i..

In definitiva, il principio che si è venuto enucleando è quello della piena legittimità dei controlli investigativi promossi dal datore di lavoro purché finalizzati all’accertamento di illeciti a carico del patrimonio aziendale e non di meri inadempimenti contrattuali.

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