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La Corte di Cassazione, con sentenza n. 17264 del 13 Luglio 2017, discostandosi totalmente dal precedente orientamento, afferma come la responsabilità solidale del cessionario di azienda verso il Fisco è limitata al debito risultante all'amministrazione finanziaria alla data del trasferimento di azienda e/o ramo di essa.

Nel caso in esame, l'Agenzia delle entrate impugnava in Cassazione la sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia aveva annullato gli avvisi di accertamento, nonché le successive cartelle di pagamento, per IRPEG, IRAP e sanzioni per gli anni di imposta 2001 e 2002, emessi nei confronti di una società cessionaria di ramo di azienda, quale coobbligata solidale della società cedente, relativamente quindi a tutta una serie di illeciti tributari ascritti a quest’ultima.

Sul punto la Cassazione, limitando il debito tributario della società cessionaria a quanto è noto al momento del trasferimento di azienda, fornisce una lettura delle norma speciale di cui all’art. 14 del d.lgs. n. 472/1997 volta a “recuperare un dato di certezza” nonché a temperare gli effetti di una responsabilità più ampia ed afflittiva rispetto a quella civile, proprio perché non risultante dalle scritture contabili obbligatorie.

Ed infatti, attingendo a questa interpretazione nuova e coerente della norma, dal comma 2 dell’art.14 della citata legge si desume che per il riconoscimento della responsabilità solidale della società cessionaria occorre che al momento del trasferimento sia già aperta presso l’Ufficio competente una procedura di verifica e/o accertamento, ovvero che agli atti dell’Ufficio risulti comunque già concreto e preciso il debito fiscale della società cedente.

Pertanto si deve escludere che possa essere fatta valere la responsabilità solidale per debiti che

siano stati accertati a seguito di verifiche compiute in epoca successiva all'atto di cessione.

In definitiva, l'art. 14 citato consente di far valere la pretesa tributaria dell’Amministrazione Competente, generata da violazioni poste in essere dal cedente, nei confronti del  cessionario di azienda, ma con alcune limitazioni della di lui responsabilità:

  1. Beneficium excussionis verso il soggetto cedente:
  2. Limitazione della debenza al valore dell’azienda o del ramo di azienda;
  3. Pagamento di imposte e sanzioni inerenti a violazioni commesse nell’anno in cui è avvenuto il trasferimento e nei due precedenti;
  4. Pagamento di imposte e sanzioni, anche se riferite a violazioni commesse in periodi precedenti al secondo anno precedente a quello in cui vi è stata la cessione di azienda, purché già irrogate e contestate al momento del trasferimento.
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Una buona notizia ci giunge direttamente dall’Agenzia delle Entrate: da oggi, Lunedì 7 Agosto, infatti, e fino a tutta la giornata del 20 Agosto 2017, il nuovo Ente di Riscossione ha disposto lo “Stop” alla notificazione delle tanto temute cartelle di pagamento.

Ed infatti da questa mattina all’alba è divenuto efficace il protocollo di intesa sottoscritto con i vari operatori postali ed esteso altresì alle notifiche effettuate a mezzo PEC, che ha di fatto sancito il già ribattezzato “periodo di ferie delle cartelle esattoriali”.

Non arriverà dunque il postino per recapitare cartelle e/o avvisi di pagamento, che rimarranno congelati per tutto il periodo fino al 20 Agosto p.v.

Il provvedimento in questione riguarderà oltre 470.000 atti cartacei a cui vanno aggiunte oltre 70.000 cartelle già pronte nella sezione “posta da inviare” delle PEC Ufficiali, che, dunque, non saranno oggetto di notificazione ai contribuenti.

L’unica deroga è per 14.500 c.d. atti inderogabili, ovvero prossimi allo spirare dei termini per impugnare, che potranno dunque essere recapitati: e ciò soprattutto a tutela dei contribuenti.

Il motto del nuovo Ente di riscossione è “meno burocrazia e più buonsenso” ed ha portato, oltre al congelamento di cui si è testè parlato, altresì ad una serie di ulteriori interventi in materia di riscossione, quali la proroga della voluntary disclosure-bis al 30 settembre 2017 (che, cadendo nella giornata di sabato, di fatto slitterà al 2 Ottobre), lo stop fino al 2 ottobre concesso dall’Agenzia per le risposte ai controlli formali delle dichiarazioni dei redditi 2015 e la moratoria già avviata dal 24 luglio scorso fino al 16 ottobre per risposte alle segnalazioni di irregolarità inviate agli intermediari (Caf e professionisti).

La speranza è che sia davvero un primo concreto passo di riavvicinamento del Fisco al Contribuente!

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